E contare i minuti di tutte le notti pensando a cosa avrei dovuto dire "al posto di", cosa avrei dovuto fare "invece che", su eventi ripassati e setacciati talmente tante volte da essere ormai trasparenti, così lisi da sembrare garza.
E ringraziare la sveglia mattutina che interrompe questo denso incubo lucido, ma inevitabile e magnetico, che risucchia come un vortice e mi porta via l'anima e la mente, passando dagli occhi.
E questa danza perversa di possibilità conduce sempre e solo alla dilaniante conclusione che, qualsiasi cosa avessi detto e fatto, di qualsiasi alternativa -pensata mille volte o ancora rinchiusa in qualche neurone- mi fossi avvalso, non avrebbe cambiato assolutamente niente.
mercoledì 10 settembre 2008
lunedì 8 settembre 2008
Sig. Meibi 86_Pieno&Vuoto
Se c'è una cosa che può riempire davvero tutto, è il senso di vuoto, di mancanza, distanza e separatività.
domenica 7 settembre 2008
Sig. Meibi 85_ Social control
L'omino vestito buffo, che fa ciao con la manina, è qui.
Dal suo trono d'oro e sangue, fa eco a duemila anni di manipolazioni, trasformate in cosa e come pensare e vivere, per pseudo uso e consumo sociale.
E una città dietro le transenne a elemosinare uno sguardo portafortuna da un braccio stesto fuori dal finestrino di un'auto in corsa.
Questa è una delle tante cose che mi fa capire che sono un alieno in un mondo, a me, incomprensibile.
M.
Dal suo trono d'oro e sangue, fa eco a duemila anni di manipolazioni, trasformate in cosa e come pensare e vivere, per pseudo uso e consumo sociale.
E una città dietro le transenne a elemosinare uno sguardo portafortuna da un braccio stesto fuori dal finestrino di un'auto in corsa.
Questa è una delle tante cose che mi fa capire che sono un alieno in un mondo, a me, incomprensibile.
M.
sabato 6 settembre 2008
Sig. Meibi 84_ Se c'è una cosa...
L'avete mai detto: "Se c'è UNA cosa che mi dà fastidio, è..." ?
Bene.
E ci avete fatto caso che sono SEMPRE cose diverse, e lo si dice almeno una decina di volte al giorno?
O capita solo a me?
Bene.
E ci avete fatto caso che sono SEMPRE cose diverse, e lo si dice almeno una decina di volte al giorno?
O capita solo a me?
giovedì 4 settembre 2008
Sig. Meibi_83 La prostituzione moderna dell'in-esistenza socioculturale
"sii te stesso", purchè pensi, dica e faccia quello che gli altri vogliono sentire e vedere...
domenica 24 agosto 2008
Sig. Meibi_82 Sinestesia emotiva -1
Se la Solitudine avesse un suono, sarebbe quello dell'incessante frusciare dei fiori di bouganville, di quelli caduti sulla strada e trascinati dal vento, avanti e indietro, senza fine, in un assoltato pomeriggio, di una domenisca estiva qualunque.
M.
M.
domenica 10 agosto 2008
Sig. Meibi_81 S. Lorenzo, ovvero: la notte delle stelle cadenti
Il cielo piange.
Poco una volta all'anno,
dato lo spettacolo che vede sotto di sè.
Poco una volta all'anno,
dato lo spettacolo che vede sotto di sè.
domenica 3 agosto 2008
Sig. Meibi_80 Teatro
Sempre estraneo alla vita, guardo individui muoversi e parlare, come fossi in una poltroncina a teatro.
Spettacolo con copioni di esistenze sempre uguali, battute ripetute troppe volte, da tutti gli attori.
Brulichio frenetico per riempiere spazi e silenzi verso un, seppur piccolo, riflettore.
Agitazione, non all'inseguimento della ricerca significato, ma proprio in fuga da esso.
O meglio, dalla sua mancanza. O, ancora più precisametne, dalla consapevolezza di questa mancanza.
Non importa cosa reciti, l'importente è farlo. Ccontinuare, continuare e continuare. Non smettere mai.
C'è altro pubblico, c'è la critica, ci sono le recensioni. C'è anche il costo del biglietto.
Se tutto si fermasse, se tacesse, anche solo per un attimo, forse ogni persona vedrebbe se stessa nel proprio personaggio, e la cosiddetta "realtà" come struttura scenografica, faticosamente montata da altri, tutta allestita attorno al vuoto.
Creature appena nate, si apre il sipario, che lo spettacolo abbia inizio.
Per i morti? non è finita: c'è il dopofestival...
M.
Spettacolo con copioni di esistenze sempre uguali, battute ripetute troppe volte, da tutti gli attori.
Brulichio frenetico per riempiere spazi e silenzi verso un, seppur piccolo, riflettore.
Agitazione, non all'inseguimento della ricerca significato, ma proprio in fuga da esso.
O meglio, dalla sua mancanza. O, ancora più precisametne, dalla consapevolezza di questa mancanza.
Non importa cosa reciti, l'importente è farlo. Ccontinuare, continuare e continuare. Non smettere mai.
C'è altro pubblico, c'è la critica, ci sono le recensioni. C'è anche il costo del biglietto.
Se tutto si fermasse, se tacesse, anche solo per un attimo, forse ogni persona vedrebbe se stessa nel proprio personaggio, e la cosiddetta "realtà" come struttura scenografica, faticosamente montata da altri, tutta allestita attorno al vuoto.
Creature appena nate, si apre il sipario, che lo spettacolo abbia inizio.
Per i morti? non è finita: c'è il dopofestival...
M.
venerdì 18 luglio 2008
Sig. Meibi 79_ Pelle
Sto dentro la mia pelle, guscio mobile, fragile, a volte inconsistente, a volte durissimo e impenetrabile.
E tutto lo spazio racchiuso è lacerante nostalgia, rimpianto e amarezza, mancanza.
Dolore che urla senza sosta.
Per uno sguardo, una parola, un tocco... per ogni cosa... per una vita intera vissuta in trappola.
E tutto lo spazio racchiuso è lacerante nostalgia, rimpianto e amarezza, mancanza.
Dolore che urla senza sosta.
Per uno sguardo, una parola, un tocco... per ogni cosa... per una vita intera vissuta in trappola.
giovedì 17 luglio 2008
Sig. Meibi_78 Stupore
Guardo il mondo con stupore.
Lo stupore di chi si chiede cosa ci sia di così imperdibile nell'esserci.
M.
Lo stupore di chi si chiede cosa ci sia di così imperdibile nell'esserci.
M.
martedì 15 luglio 2008
Sig. Meibi_77 Distanze
Distanza incolmabile è quella tra la mente e le labbra.
E nello spazio del non detto restano raggrumate tutte le parole.
Rimbalzano, richiuse, sciogliendosi, scontrandosi, srotolandosi una dietro l'altra senza sosta, in infiniti dialoghi.
E quando qualcuna riesce a percorrere quello spazio infinito, muore nell'inutilità, nell'incomprensione, nel non senso.
Muore per poter solo guardare un diverso e isolato universo, irraggiungibilmente distante e chiuso.
Muore nel scoprirsi un compromesso, un passatempo, una illusione di similitudine, vicinanza e identità.
Muore in se stessa, restando solo una parola.
Un suono vuoto, che continua a riecheggiare, come prima, inascoltato.
M.
E nello spazio del non detto restano raggrumate tutte le parole.
Rimbalzano, richiuse, sciogliendosi, scontrandosi, srotolandosi una dietro l'altra senza sosta, in infiniti dialoghi.
E quando qualcuna riesce a percorrere quello spazio infinito, muore nell'inutilità, nell'incomprensione, nel non senso.
Muore per poter solo guardare un diverso e isolato universo, irraggiungibilmente distante e chiuso.
Muore nel scoprirsi un compromesso, un passatempo, una illusione di similitudine, vicinanza e identità.
Muore in se stessa, restando solo una parola.
Un suono vuoto, che continua a riecheggiare, come prima, inascoltato.
M.
domenica 13 luglio 2008
Autodafè
"Carta, penna e poco più per stare a galla, nella testa il mio pensiero è
come un ragno in una bolla : seduto in riva al fiume aspetta di veder passare il
mio cadavere.. pazientemente..."
FRANKIE HI-NRG
Autodafè
( Ruocco - Puzzo - Di Gesu' )
ed. BMG - Ricordi
martedì 8 luglio 2008
Sig. Meibi_76 La relatività del Tempo
Perfettamente inconsapevole dei mesi e degli anni che si accumulano uno sull'altro, ogni secondo è una lacerante eternità.
M.
M.
lunedì 7 luglio 2008
Sig. Meibi_75 Dubbio
Non so se faccia più male la non-vita attuale o la consapevolezza di ciò che potrei essere e non riesco/posso essere.
O forse è la stessa cosa... Forse.
M.
O forse è la stessa cosa... Forse.
M.
sabato 5 luglio 2008
Sig. Meibi_74 La Depressione ha sempre ragione.
La Depressione ha sempre ragione.
A ben vedere il torto è non ascoltarla.
Te lo dice in tutti i modi che non vali niente; che sei solo un passatempo per qualcosa di meglio; che è inutile tentare qualsiasi cosa, visto che sistematicamente va a finire male (possibilmente con qualcuno/a che non sta minimamente preoccupandosi per te, o qualcosa che intanto non riuscirai a finire).
Invece niente.
Il male è non ascoltare la Depressione.
E' l'unica ad avere sempre ragione.
M.
A ben vedere il torto è non ascoltarla.
Te lo dice in tutti i modi che non vali niente; che sei solo un passatempo per qualcosa di meglio; che è inutile tentare qualsiasi cosa, visto che sistematicamente va a finire male (possibilmente con qualcuno/a che non sta minimamente preoccupandosi per te, o qualcosa che intanto non riuscirai a finire).
Invece niente.
Il male è non ascoltare la Depressione.
E' l'unica ad avere sempre ragione.
M.
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